Museo del Risorgimento

 

STORIA DEL MUSEO DEL RISORGIMENTO

Nato come Museo della Guerra all’indomani del primo conflitto mondiale, grazie alle donazioni di reperti da parte dei veterani, simbolo della partecipazione della comunità lucchese sia alle vicende risorgimentali sia alla Grande Guerra, il Museo ha avuto sede presso la fortificazione di Porta San Donato. Quattro anni dopo, nel periodo fascista, il Museo venne trasferito a Palazzo Guinigi e venne inaugurato dal Ministro della Comunicazione Costanzo Ciano.

Quando il Museo chiuse nel ’45, il materiale fu abbandonato in un deposito.
Recuperato alla fine degli anni ’80 grazie all’interessamento di Maurizio Baldini e dell’ A.N.C.R. (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci), il materiale fu non solo oggetto di opera di salvaguardia, ma venne anche trasferito e nuovamente esposto nell’attuale sede nel Cortile degli Svizzeri, conosciuta oggi come Museo del Risorgimento.
Tuttavia la collocazione degli oggetti non era soddisfacente: il materiale, infatti, era sistemato in maniera caotica in uno spazio ridotto.

Nel 2013 la Provincia di Lucca, con il contributo della Regione Toscana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca, ha riaperto le porte del Museo dopo un impegnativo percorso di selezione del materiale destinato all’esposizione.

Il motto del Museo, “SENZA EMOZIONE NON C’È COMUNICAZIONE”, esprime il carattere didattico dell’esperienza museale volta a riscoprire nel processo risorgimentale le nostre radici e a parteciparle a un pubblico più largo.