Il Risorgimento

Il Risorgimento è il processo storico che porta alla formazione dello stato italiano. Esso affonda le sue radici negli anni della Rivoluzione francese e nel periodo napoleonico ed è frutto della diffusione nei territori della penisola italiana degli ideali rivoluzionari di libertà, uguaglianza e fraternità e di un sentimento patriottico. I mutamenti sociali e politici che ne derivarono portarono alla creazione di un nuovo assetto economico e a una rivitalizzazione delle attività manifatturiere e finanziarie. L’ascesa di un intraprendente ceto borghese sulla scena politica fu comunque sempre controllato da gruppi dirigenti ristretti e lo Stato italiano riuscì da una parte a porre fine ai regimi assolutisti, dall’altra a moderare gli aspetti rivoluzionari del Risorgimento quando questi si presentarono.

Durante il Risorgimento emersero a livello nazionale alcune figure di grande fascino, che operarono con successo per trasformare il frammentato territorio italiano in un’unica Nazione.
Il processo risorgimentale coinvolse in varia misura tutti i ceti sociali. Fu un fenomeno soprattutto urbano e meno presente nelle campagne. Importanti personalità seppero mettere in luce gli interessi nazionali dei diversi strati sociali.

In particolare, si ricordano alcune figure predominanti, come Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour, Vittorio Emanuele II.

Giuseppe Garibaldi (Nizza,1807-Caprera,1882), l’eroe dei due mondi, fu impegnato in imprese belliche tanto in America Latina, quanto nella Penisola italiana. Di lui viena ricordata soprattutto la famosa impresa dei Mille, nella quale egli portò alla conquista del Meridione una folta schiera di giovani. Portatore di ideali, di indipendenza e libertà, egli divenne oggetto di devozione da parte del popolo italiano e protagonista di una nuova religione laica, insieme al re Vittorio Emanuele II, Giuseppe Mazzini e Cavour.

Giuseppe Mazzini (Genova,1805-Pisa, 1872), affiliato alla Carboneria, fondatore della Giovane Italia e della Giovane Europa, costretto in esilio a Londra, fu meno popolare di Garibaldi, ma i suoi ideali repubblicani lo fecero apprezzare dai ceti più elevati di ttuta Europa. Egli aveva in mente un continente europeo unito e libero, fondato sull’unione delle nazionalità.

Camillo Benso Conte di Cavour (Torino,1810-1861), di convinzioni liberali, fu eletto alla Camera, divenne Ministro durante il governo d’Azeglio. Come capo del governo piemontese fu autore di numerose riforme. Negli ultimi anni della sua vita si impegnò nella risoluzione della questione dei rapporti tra Stato e Chiesa.

Vittorio Emanuele II (Torino,1820-Roma,1878), fu re di Sardegna e d’Italia a seguito dell’unificazione. Collaborò a lungo e proficuamente con Cavour quando questi era presidente del Consiglio.