I Mansi a Lucca

Lo stemma della famiglia Mansi

Il  primo documento che si possa attribuire con certezza ai Mansi, giunti dalla Germania in Italia al seguito di Ottone terzo, risale al 1085 e riguarda una donazione ai canonici di San Martino da Manso.

Nei decenni successivi la famiglia, dopo aver raggiunto una posizione di notevole rilevanza in ambito politico e agricolo, si dedicò ad un’attività di tipo commerciale che li spinse ad intraprendere negozi mercantili in Italia.

Isabella Mansi  nel  1616 acquistò la casa Di Poggio, il primo nucleo del palazzo di origine medievale, frutto dell’unione di due case preesistenti.

L’edificio, che inizialmente non subì cambiamenti, pervenne a Raffaello Mansi, il quale entrò in possesso di un quarto dell’isolato, corrispondente all’odierna Via Galli Tassi e via San Paolino, con l’intento di possedere un palazzo circondato da un microcosmo nel quale alloggiare servitori dediti ad attività artigianali.

A Lucca si affermò di una nuova classe sociale,formata da una ricca borghesia, per la quale divenne indispensabile possedere  il proprio palazzo di città, oltre alla villa di campagna, considerato non più come luogo dove vivere e lavorare insieme, ma luogo che oltre alla funzione abitativa, assolvesse anche a quella di rappresentanza, che divenne predominante.

Raffaello, pertanto , a partire dal 1686 trasformò l’insieme di abitazioni in un palazzo unico dandogli questa “moderna” accezione. Nell’operazione di rinnovamento i Mansi guardavano a Firenze e ben lontani dalla fastosa monumentalità romana, mantennero il tradizionale rigore costruttivo e la semplicità formale nell’apparato esterno.

Il palazzo negli arredi interni divenne invece luogo di celebrazione della potenza e della ricchezza della casata nonché luogo dove mostrare le collezioni d’arte da questa raccolte. Ottavio e Carlo Mansi che frequentavano la corte fiorentina decisero di ricorrere ad un maestro di fabbrica che si assumesse il peso di questa innovazione.

La scelta ricadde su Raffaello Mazzanti , architetto di origine lucchese , formatosi a Firenze, che si occupò dei lavori architettonici del palazzo.